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Wiesbaden
 
 

Storia



Municipio storico

Porta romana

Marktkirche © Horst Goebel

Cure termali

Hessischer Landtag / © Torsten Krüger

Il capoluogo dell'Assia deve il suo attuale nome al biografo di Carlo Magno, il quale, descrivendo il luogo già da secoli caro ai Romani come località termale e stazione climatica usò il termine "Wisibada", ovvero bagno in mezzo ai prati. Sull'antistante sponda del Reno, a Kastell Moguntiacum (oggi Magonza), erano accampate le legioni romane. Per recuperare le forze, gli stanchi guerrieri facevano una vacanza nel "centro benessere" sull'altra sponda del fiume.

 

Ma non sono stati i Romani a scoprire le sorgenti; da tempo gli antichi Germani della tribù dei Mattiaker erano a conoscenza delle proprietà benefiche dell'acqua che scaturiva dal terreno circostante all'attuale Wiesbaden. Sopra l'ingresso del Kurhaus, lo stabilimento termale più bello della Germania (imperatore Guglielmo II) è scritto a grandi lettere: AQUIS MATTIACIS, alle acque dei Mattiaker. Così come scorre l'acqua, così vive la storia.

 

Tra il 1200 e il 1243 i conti di Nassau eressero una serie di castelli e di fortezze, ancora oggi visibili in alcune zone periferiche. Sotto il casato dei Nassau Wiesbaden ebbe il suo primo periodo di grande prosperità.

Nei secoli successivi la città perse attrattiva: il centro urbano termale e commerciale si ridusse ad essere un borgo con diritto di tenere mercato, imperversò la peste, la storia lasciò tracce ingloriose.

 

Ma a partire dal 1806, con l'avvento del dominio dei duchi di Nassau che avevano eletto la città a loro residenza, ebbe inizio l'inarrestabile ascesa di Wiesbaden. Le innumerevoli sorgenti fecero la loro parte. Ben presto si contavano più ospiti che abitanti e già mezzo secolo dopo fu coniato l'appellativo "Weltkurstadt", metropoli delle cure termali. L'alta nobiltà europea, i potentati, le teste coronate e i cittadini benestanti sceglievano Wiesbaden come luogo di vacanze preferito.

 

Verso la metà del XIX secolo Wiesbaden era la capitale mondiale delle strutture alberghiere di alta classe. In nessun'altra città esistevano tanti grandi alberghi (la maggior parte di essi con accesso diretto a una delle innumerevoli sorgenti di acque medicamentose), un equivalente odierno di 80 alberghi a cinque stelle, di cui molti tuttora in funzione. Il Palast-Hotel, uno dei pochi edifici Jugendstil, è stato il primo albergo ad avere il telefono in camera. Davanti alla sua balaustrata centinaia di ammiratori rimasero in attesa per applaudire il grande Caruso che vi tenne un concerto.

 

È grazie a una delibera emanata dagli alleati nella seconda guerra mondiale se oggi a Wiesbaden esistono ancora tanti magnifici palazzi e viali rimasti illesi. Come ad Heidelberg, a questa città dovevano essere risparmiati i lanci di bombe e i bombardamenti dell'artiglieria, perché dopo la guerra vi si volevano stabilire i propri quartieri generali, il che fu infatti realizzato. Alla fine della guerra la ex-residenza dei Nassau divenne capoluogo dell'Assia.

 

 
 


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